Il test di Torino raccomandato dall’Oms contro il virus Zika


Fino al 2004 non esistevano parametri per riuscire ad identificare la microcefalia, ma con il passare del tempo sono arrivate delle tabelle americane che sono state ampliate dai ricercatori torinesi per riuscire a scoprire in modo più precoce questa malformazione.

Questo test per la diagnosi precoce della microcefalia ideato dall’Ospedale Sant’Anna della Città della Salute e dall’Università di Torino è stato raccomandato dall’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, contro il virus Zika. Questa diagnosi s

i accosta al progetto “Intergrowth-21st” finanziato dalla Fondazione Bill e Melinda Gates, che permette la diagnosi di questa malformazione già dalla ventiquattresima settimana.

Questi nuovi parametri, al momento, sono raccomandati dall’Oms come standard a tutti i professionisti della salute che si occupano di neonati, con la speranza di tenere sotto controllo e contrastare tutte le epidemie che influiscono sulla crescita dei bambini, proprio come sta accadendo adesso in Brasile con il virus Zika.

I risultati di questo test sono stati definiti un “utile strumento di screening per la rilevazione di microcefalia indipendentemente dalla causa, in un momento critico in cui si stanno affrontando la prima epidemia di Zika e un aumento significativo dei casi” e sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Lancet.

Attraverso queste nuove tabelle di misurazione dei neonati, si ha la possibilità di confrontare la circonferenza della testa con la lunghezza e il peso con lo scopo di individuare eventuali problemi di sviluppo o crescita durante la gestazione o alla nascita.
“Nonostante l’etnia, la crescita dei feti è analoga se le condizioni socio-economiche sono simili: questo ci ha permesso di ampliare uno studio importante partito nel 2009 e di creare uno strumento attendibile che, grazie all’Oms, sarà utilizzato a livello mondiale” ha dichiarato il neonatologo Enrico Bertino. Il professore, insieme alla dottoressa Francesca Giuliani, si è occuparto della parte neonatale dello studio, mentre la parte ostetrica è stata curata dalla professoressa Tullia Todros.

E’ bene sapere che la microcefalia è molto rara, ma oltre al virus Zika, anche la toxoplasmosi, la rosolia, il citomegalovirus, l’abuso di alcol o gli agenti tossici, possono originare anomalie cerebrali e della circonferenza cranica.

Fonte: lastampa.it

Fino al 2004 non esistevano parametri per riuscire ad identificare la microcefalia, ma con il passare del tempo sono arrivate delle tabelle americane che sono state ampliate dai ricercatori torinesi per riuscire a scoprire in modo più precoce questa malformazione.

Questo test per la diagnosi precoce della microcefalia ideato dall’Ospedale Sant’Anna della Città della Salute e dall’Università di Torino è stato raccomandato dall’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, contro il virus Zika. Questa diagnosi s

i accosta al progetto “Intergrowth-21st” finanziato dalla Fondazione Bill e Melinda Gates, che permette la diagnosi di questa malformazione già dalla ventiquattresima settimana.

Questi nuovi parametri, al momento, sono raccomandati dall’Oms come standard a tutti i professionisti della salute che si occupano di neonati, con la speranza di tenere sotto controllo e contrastare tutte le epidemie che influiscono sulla crescita dei bambini, proprio come sta accadendo adesso in Brasile con il virus Zika.

I risultati di questo test sono stati definiti un “utile strumento di screening per la rilevazione di microcefalia indipendentemente dalla causa, in un momento critico in cui si stanno affrontando la prima epidemia di Zika e un aumento significativo dei casi” e sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Lancet.

Attraverso queste nuove tabelle di misurazione dei neonati, si ha la possibilità di confrontare la circonferenza della testa con la lunghezza e il peso con lo scopo di individuare eventuali problemi di sviluppo o crescita durante la gestazione o alla nascita.
“Nonostante l’etnia, la crescita dei feti è analoga se le condizioni socio-economiche sono simili: questo ci ha permesso di ampliare uno studio importante partito nel 2009 e di creare uno strumento attendibile che, grazie all’Oms, sarà utilizzato a livello mondiale” ha dichiarato il neonatologo Enrico Bertino. Il professore, insieme alla dottoressa Francesca Giuliani, si è occuparto della parte neonatale dello studio, mentre la parte ostetrica è stata curata dalla professoressa Tullia Todros.

E’ bene sapere che la microcefalia è molto rara, ma oltre al virus Zika, anche la toxoplasmosi, la rosolia, il citomegalovirus, l’abuso di alcol o gli agenti tossici, possono originare anomalie cerebrali e della circonferenza cranica.

Fonte: lastampa.it