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lunedì 23 ottobre 2017

Tutto sulla menopausa: sintomi, terapie ormonali, terapie naturali e alimentazione per combatterne i disturbi.

MENOPAUSA: SINTOMI E TERAPIA

La menopausa è un momento delicato nella vita di ogni donna perché corrisponde alla cessazione del periodo fertile, cioè al termine del ciclo mestruale e dell'attività ovarica. Infatti ogni donna possiede un numero di ovociti già tutti presenti alla nascita. Essi sono circa 400.000 mila. Ne vengono utilizzati quasi 1000 al mese per cui i cicli per ogni donna sono circa 400 cioè circa 33-35 anni di fertilità.

Il calo della produzione di estrogeni (principali ormoni femminili) da parte delle ovaie porta l'organismo ad una serie di profondi cambiamenti identificabili con modificazioni ormonali e psicologiche.
Si tratta di trasformazioni fisiologiche dell'organismo legate all'invecchiamento, per cui la menopausa non deve essere considerata una malattia. Tuttavia si presenta con manifestazioni diverse da donna a donna e può essere legata a disturbi più o meno gravi ai quali bisogna prestare attenzione, possibilmente cercando di prevenirli.
La fine della funzionalità ovarica si può stabilire dopo un anno di assenza di ciclo mestruale, preceduto da cicli più o meno irregolari (climaterio), prima della scomparsa completa.
In generale la menopausa compare tra i 45 e i 55 anni; in ogni caso va incontro a menopausa qualsiasi donna che subisca l'asportazione chirurgica o un danno irreversibile alle ovaie.

SINTOMI DELLA MENOPAUSA

I disturbi più frequentemente riscontrati sono: vampate (ondate transitorie di calore accompagnate da un'eccessiva sudorazione), sudorazione fredda, affaticabilità, emicrania, insonnia, nervosismo, soprappeso e disturbi dell'umore come fenomeni ansiosi e depressivi. Inoltre, mancando l'azione protettiva degli estrogeni, possono comparire disturbi che interessano l'apparato genitale e quello urinario, come bruciori e cistiti. La menopausa è quindi caratterizzata da sconvolgimenti dell'equilibrio ormonale e metabolico che portano a disturbi lievi fino ad arrivare a manifestazioni patologiche vere e proprie. La mancanza di estrogeni comporta, ad esempio, una minore protezione del cuore e dei vasi nei confronti dell'arteriosclerosi e delle trombosi e una riduzione dell'assorbimento di calcio nelle ossa (osteoporosi).

CONTROLLI DA EFFETTUARE IN MENOPAUSA:

  • Visita ginecologica con ecografia e Pap-test
  • Mammografia ed eventuale ecografia mammaria

§  Esami ematologici di routine

§  Osteodensitometria

LA TERAPIA SOSTITUTIVA IN MENOPAUSA

Per terapia ormonale sostitutiva in menopausa si intende sostanzialmente l'assunzione di estrogeni, che non vengono più prodotti in quantità sufficiente dall'ovaio.
Questa terapia non può essere prescritta a tutte le donne, ma soltanto a quelle che, sottoposte ad esami specifici (visita ginecologica, pap-test, mammografia, ecografia transvaginale) non presentano controindicazioni alla sua utilizzazione. Inoltre l’assunzione non dovrà superare i 5-7 anni.
La terapia ormonale sostitutiva, ricreando l’assetto ormonale precedentemente dovuto all’attività delle ovaie, migliora tutti quei disturbi che, come abbiamo visto, caratterizzano la menopausa.

I disturbi vasomotori, le vampate, spesso sono i primi a beneficiare di questa terapia. Altrettanto rapidamente migliorano i sintomi psicologici, irritabilità e depressione, ridando alla donna quella tranquillità e sicurezza in se stessa che aveva in parte perduto. La terapia ormonale sostitutiva determina, con l’andar del tempo, anche un miglioramento di alcuni dei disturbi urogenitali, in particolare la secchezza vaginale e i dolori durante il rapporto.

La donna che assume la terapia ormonale sostitutiva è maggiormente sensibilizzata ad eseguire i controlli rispetto alle altre pazienti che, una volta andate in menopausa, diradano le visite sfuggendo cosi’ al controllo medico.

Infatti, è estremamente importante raccomandare alla paziente di eseguire i controlli medici regolarmente ogni anno: visita ginecologica con pap-test, ecografia transvaginale per il controllo dell’endometrio (organo bersaglio della terapia sostitutiva), mammografia (ogni 12-18 mesi).
Nelle donne che non hanno più l'utero perché è stato asportato chirurgicamente (isterectomizzate), la terapia è molto semplice: si usano solo gli estrogeni somministrati continuativamente, perché esse non corrono il rischio di sviluppare il tumore dell'endometrio.
Invece, nelle donne che hanno ancora l'utero, che chiaramente sono la maggioranza, agli estrogeni somministrati continuativamente si deve aggiungere del progesterone o dei progestinici per 10-14 giorni al mese. Per facilitare la terapia, si può prendere il progestinico dall'1 al 10-14 di ogni mese. 
Esiste la possibilità di somministrare anche gli estrogeni ciclicamente, per 25 giorni al mese, associando i progestinici negli ultimi 10-12 giorni. Questo schema ciclico tuttavia è più complicato da ricordare e oltre tutto è frequente che nei giorni di pausa si ripresentino le vampate.
Sia gli estrogeni che i progestinici si possono somministrare per via orale e per via transdermica. Esistono anche preparazioni di progesterone da somministrare per via vaginale, e attualmente anche preparazioni estrogeniche in spray nasale.
Vi sono confezioni di cerotti con estrogeni e progestinici accoppiati, e confezioni di compresse con associazioni prestabilite di estrogeni e progestinici. Il vantaggio delle associazioni fisse è che la terapia è più facile da eseguire, mentre il vantaggio delle associazioni prescritte dal medico è che la terapia è più individualizzabile, in particolare permettendo di cambiare il dosaggio o il tipo di progestinico.
 

FITOESTROGENI: TERAPIA NATURALE PER LA MENOPAUSA

I fitoestrogeni sono sostanze naturali, contenute nelle piante, che hanno un’azione simile agli estrogeni, gli ormoni femminili. I fitoestrogeni vengono anche definiti estrogeni deboli. Infatti, pur avendo una struttura chimica simile agli ormoni femminili, la loro attività biologica, ossia la loro potenza, è 1000 volte più lieve rispetto agli estrogeni prodotti dal corpo umano.
I fitoestrogeni si dividono in tre gruppi principali:isoflavoni, lignani e cumestani.
Gli isoflavoni sono contenuti nei legumi, soia e suoi derivati (farina e latte di soia, tofu), ma anche le lenticchie, i piselli e i fagioli. Gli isoflavani sono i fitoestrogeni migliori.
I lignani sono ampiamente distribuiti nei cereali, nella frutta e nei vegetali, incluso l’olio d’oliva. I semi di lino sono i più ricchi, seguiti dai cereali quali grano, frumento, orzo, riso, segala, crusca, luppolo.
cumestani, invece, sono contenuti nei germogli e nel foraggio
I fitoestrogeni hanno due tipi di azione: simil-ormonale e non-ormonale.
L’azione di tipo simil-ormonale permette la protezione da alcuni tumori ormonodipendenti, dalle malattie cardiovascolari e dall’osteoporosi. I fitoestrogeni, infatti, si legano ai recettori degli estrogeni, cioè a quelle strutture chimiche dalle quali dipende l’innesco di processi cellulari, regolati da questi ormoni. Possono comportarsi da estrogeni deboli, ossia da agonisti, o da antiestrogeni, ossia da antagonisti, in base al tipo di recettore, alfa o beta, cui si legano.
L’azione non-ormonale consente di ridurre il rischio di alcuni tumori. I fitoestrogeni sono in grado di inibire la differenziazione e la proliferazione di cellule maligne, cioè la loro capacità di moltiplicarsi e di invadere l’organismo; inoltre impediscono la formazione di nuovi vasi sanguigni, elemento importante perché un tumore possa crescere.
Infine, i fitoestrogeni possiedono anche un’attività antiossidante, e quindi riducono i radicali liberi che accelerano i processi d'invecchiamento, e una lieve attività antiinfiammatoria e antiipertensiva.
I fitoestrogeni possono ridurre le vampate di calore, tipiche della menopausa. L’incidenza delle vampate è del 70-80% tra le donne europee e del 14-18% tra le donne orientali che hanno un’alimentazione ricca di soia. Alcuni studi hanno dimostrato che l’integrazione con farina di soia può ridurre le vampate del 40% in un periodo di tre mesi.

Chi può utilizzare i fitoestrogeni?
Tutte le donne in menopausa che vogliono continuare a stare bene, ma non vogliono o non possono utilizzare le terapie ormonali classiche, possono trovare nei fitoestrogeni un trattamento alternativo.
In particolare le donne che hanno paura a utilizzare gli ormoni, perché temono il possibile rischio di tumore mammario; oppure le donne che non sopportano alcuni effetti collaterali degli ormoni, come senso di gonfiore, aumento di peso corporeo, perdite di sangue irregolari, ricomparsa di alcuni disturbi premestruali; infine le donne che presentano delle controindicazioni agli ormoni, come tumore mammario, flebotrombosi o epatiti recenti.




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