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lunedì 11 dicembre 2017

Isterectomia: cosa è? Quando e come si esegue l'intervento? Come affrontare il post-operatorio?

ISTERECTOMIA

L’isterectomia è l’intervento chirurgico mediante il quale viene asportato l’utero. Si definisce totale quando porta alla rimozione dell’intero organo, subtotale quando si conserva il collo o cervice uterina (tratto che sporge verso il basso in vagina). 
L’intervento di isterectomia può essere esteso alle ovaie, ad esempio quando si rende necessario asportarle per la presenza di cisti ovariche, e ad altre strutture anatomiche contigue, come le salpingi uterine che collegano l’utero alle ovaie (in questo caso l’intervento prende il nome di isterosalpingectomia), il terzo superiore della vagina ed il parametrio.

 

CHE COS'È L'ISTERECTOMIA?

 

L'isterectomia è un'operazione chirurgica per l'asportazione dell'utero di una donna. A volte vengono asportate anche le ovaie, le trombe di Falloppio e il collo dell'utero. Tali organi sono situati nel basso addome della donna. Il collo dell'utero si trova all'estremità inferiore dell'utero. Le ovaie sono gli organi che producono gli ovuli e alcuni ormoni. Le trombe di Falloppio trasportano gli ovuli dalle ovaie all'utero. L'utero contiene e nutre il bambino fino alla nascita.

 

IN QUALI CASI SI ESEGUE L'ISTERECTOMIA?

 

L'isterectomia si esegue in caso di problemi gravi, ad esempio il cancro dell'utero. Si esegue inoltre per altri problemi riguardanti l'utero, quando altre terapie intraprese non hanno dato esito positivo. Il medico può proporre l'isterectomia per uno dei seguenti motivi:

  • Fibromi uterini: tumori benigni (non cancerosi) che si sviluppano diffusamente all'interno del muscolo uterino. Nella maggior parte dei casi non causano problemi e le loro dimensioni si riducono dopo la menopausa, ma a volte possono causare forti sanguinamenti o dolore.
  • Sanguinamenti uterini anomali: perdite di sangue ingenti o irregolari dalla vagina.
  • Prolasso dell'utero: l'utero si abbassa e sprofonda nella vagina. Tale fenomeno dipende dai muscoli e dai tessuti poco tonici o allentati.
  • Endometriosi: condizione in cui il tessuto dell'endometrio (la membrana che riveste l'interno dell'utero) comincia a crescere all'esterno dell'utero e sugli organi circostanti. Tale condizione è causa di mestruazioni dolorose, perdite di sangue anomale e difficoltà a restare incinta. L'endometriosi tende a migliorare dopo la menopausa.

 

QUALI SONO I DIVERSI TIPI DI ISTERECTOMIA?

 

  • Nell'isterectomia completa o totale oltre all'utero viene asportato anche il collo dell'utero. E' il tipo di isterectomia più diffusamente eseguito.
  • Nell'isterectomia parziale o subtotale (chiamata anche isterectomia sopracervicale)viene asportata la parte superiore dell'utero, conservando il collo dell'utero. Ciò comporta la necessità per la paziente di sottoporsi comunque regolarmente al Pap test per il rilevamento di un eventuale tumore del collo dell'utero, nell'ambito delle cure mediche di routine della paziente. Non esistono evidenze scientifiche a sostegno della teoria secondo cui preservare il collo dell'utero favorisca o mantenga la risposta sessuale della paziente più che l'isterectomia totale.
  • Nell'isterectomia radicale si aportano utero, collo dell'utero, parte superiore della vagina e tessuti di supporto. Tale intervento si esegue in alcuni casi di tumore meligno.
  • A volte , contemporaneamente all'isterectomia, si asportano anche una o entrambe le ovaie e le trombe di Falloppio. Nel caso di asportazione di entrambe le ovaie e le trombe, l'intervento si chiama salpingo-ooforectomia bilaterale.


 

COME SI ESEGUE L'ISTERECTOMIA?

 

L'isterectomia si può eseguire in due modi: mediante incisione nell'addome (isterectomia addominale) o attraverso la vagina (isterectomia vaginale). A volte il medico si serve di un laparoscopio (un dispositivo di visualizzazione inserito attraverso l'ombelico della paziente) come guida durante l'intervento. La scelta del tipo di intervento dipenderà dal motivo dell'operazione, dallo stato di salute generale della paziente e dalla preferenza del chirurgo.

 

QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELL'ISTERECTOMIA PER LA PAZIENTE?

 

L'isterectomia è un intervento chirurgico importante, che richiede di solito una convalescenza di quattro-sei settimane da parte della paziente. Esiste il rischio di insorgenza di infezioni o sanguinamenti interni in seguito all'intervento. Sanguinamenti vaginali che richiedono l'uso di assorbenti sono normali per alcune settimane dopo l'intervento, dopo di che le mestruazioni della paziente cesseranno definitivamente e non è più possibile per la paziente restare incinta. La maggior parte delle donne non nota alcuna differenza nella propria risposta sessuale dopo l'isterectomia, e molte la trovano addirittura migliorata. E' normale che la donna provi un senso di perdita dopo l'asportazione dell'utero. Se insieme all'utero vengono asportate entrambe le ovaie della paziente, la menopausa avrà inizio in seguito all'intervento. Tra i sintomi della menopausa possono esservi vampe di calore, sudorazione notturna, secchezza vaginale. Per alleviarli si possono usare lubrificanti o terapie ormonali. Se le ovaie della paziente non vengono asportate la menopausa inizierà al tempo della vita della paziente in cui si sarebbe verificata naturalmente in assenza dell'intervento.

 

PER CONCLUDERE

 

L'isterectomia non è che uno dei metodi per la terapia dei problemi uterini. Prima di decidere se sia la scelta giusta per la paziente, parlare con il medico curante della propria condizione e delle eventuali altre opzioni disponibili. Se la paziente decide che è necessario procedere all'isterectomia, informarsi sulle possibili conseguenze, parlare dei rischi dell'intervento e richiedere al medico curante quale tipo di intervento è preferibile nel proprio caso. 

 

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