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domenica 10 dicembre 2017

Gravidanza: tutto quello che c'è da sapere su esami, stile di vita, farmaci, parto. Per vivere con serenità la maternità e le 40 settimane di gestazione.

PATOLOGIE DELLA MAMMELLA

 FIBROADENOMA DELLA MAMMELLA
 
 Il fibroadenoma e’ la formazione nodulare, benigna, piu’ frequente della mammella.
E’ tipico dell’ eta’ giovanile, specie tra i 20 e i 30 anni. In genere e’ unico ma in un quarto circa dei casi e’ multiplo. Dopo la menopausa l’ insorgenza del fibroadenoma e’ eccezionale.
Clinicamente si presenta come un nodulo bel delimitati, di consistenza duro-elastica abbastanza mobile sino a divenire sfuggente sotto le dita se il tumore e’ superficiale.
La crescita solitamente e’ nulla ma si possono osservare aumenti di volume in occasione delle gravidanze.
La diagnostica strumentale mostra una lesione nodulare solida, omogenea, ben delimitata con maggior asse parallelo al piano cutaneo. Tuttavia questi aspetti non sono specifici ed e’ necessaria una diagnosi differenziale specie se voluminosi all’ esordio, a crescita rapida o se insorti in eta’ avanzata.
Il trattamento e’ per lo piu’ chirurgico. L’ intervento viene effettuato in anestesia locale. L’ incisione e’ periareolare nella maggior parte dei casi per garantire il miglior risultato estetico.
 
CARCINOMA DELLA MAMMELLA
 Il carcinoma della mammella e’ il tumore piu’ frequente nella popolazione femminile (35.000 circa nuovi casi l’ anno) e rappresenta la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari nelle donne tra i 35 e i 75 anni.
Si calcola che circa 1 donna su 13 durante l’ arco della sua vita sara’ affetta da tale malattia.
Come per la maggior parte dei tumori anche per quello della mammella le cause sono sconosciute. Pertanto e’ impossibile effettuare una prevenzione primaria contro cioe’ i fattori causali.
La prevenzione secondaria, cioe’ una diagnosi precoce di tale neoplasia, consente pero’ una terapia chirurgica e medica che possono garantire una reale guarigione. Diagnosi precoce che si ottiene solo attraverso un controllo periodico e sistematico.
Molti studi hanno infatti dimostrato che la maggior parte dei tumori con diametro inferiore al cm. non hanno invaso i linfonodi ascellari, sono quindi localizzati alla mammella offrendo altissime probabilita’ di guarigione.
La diagnosi precoce del tumore offre pero’ non solo maggiori possibilita’ di guarigione, ma anche la possibilita’ di aumentare gli interventi conservativi, diminuendo o eliminando gli esiti invalidanti della chirurgia. In questa ottica l’ approccio terapeutico al carcinoma della mammella si e’ modificato nel corso degli anni grazie anche a conoscenze piu’ approfondite sulla storia naturale e biomolecolare dello stesso. Si e’ cosi’ passati dal trattamento massimo tollerabile al minimo di terapia necessaria, mantenendo costanti i risultati. Dopo la riduzione degli interventi demolitivi il passo successivo e’ stato  l’ introduzione in Senologia della Chirurgia Oncoplastica, una branca praticata da Specialisti dedicati, che coniuga tecniche di Chirurgia Oncologica con tecniche sofisticate di Chirugia Plastica.
L’ obiettivo e’ quello di rimuovere correttamente il tumore rispettando i criteri di radicalita’ oncologica  e allo stesso tempo incrementare notevolmente il risultato cosmetico dell’ esito chirurgico.   
Dal 1994 la chirurgia senologica ha proseguito il suo cammino, sviluppando ulteriormente il concetto di “conservazione” non solo della mammella ma anche dei linfonodi ascellari.
L’asportazione dei linfonodi ascellari infatti non è sempre necessaria, essendo il rischio di metastasi ascellari strettamente correlato alle dimensioni del tumore primitivo, che oggi viene identificato in uno stadio sempre più precoce.Con l’asportazione sistematica dei linfonodi si corre il rischio di asportare inutilmente tessuto linfatico che risulta al successivo esame microscopico frequentemente indenne.
Poiché non ci sono esami strumentali in grado di rivelare prima dell’intervento un eventuale interessamento dei linfonodi, senza asportarli, recentemente è stata messa a punto la cosiddetta tecnica del linfonodo sentinella.Individuato il linfonodo ascellare responsabile del drenaggio linfatico dalla sede del tumore, quest’ ultimo viene asportato e sottoposto ad esame istologico. Solo nel caso in cui risultasse colonizzato dalle cellule tumorali si effettuerebbe la linfoadenectomia ascellare, evitandola in tutti gli altri.
 
Il mio recapito : 338 3061954


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