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lunedì 23 ottobre 2017

Iperemesi gravidica: quando la nausea in gravidanza non passa. Cosa è, come combatterla e curarla.

IPEREMESI GRAVIDICA

L’85% delle donne nel primo trimestre di gravidanza soffre di nausea, spesso accompagnata da vomito, che compare, di solito, nelle prime ore del mattino. Di solito questo disturbo passa con il tempo e senza bisogno di medicine. La nausea e il vomito della gravidanza sono infatti condizioni ben note e per lo più accettate dalle donne come una “scocciatura” passeggera, una fase transitoria di cui si perderà il ricordo.

Nella tradizione popolare la persistenza delle nausee viene, addirittura, considerata come prova di “consolidamento” della gravidanza ed, in effetti, in caso di aborto spontaneo, questo malessere scompare nella quasi totalità dei casi.

Di solito non è necessaria alcuna terapia se non l’evitare cibi e situazioni che stimolino l’insorgenza del malessere. È preferibile effettuare piccoli e frequenti pasti, poco elaborati in modo da non stimolare eccessivamente le papille gustative e, quindi, la salivazione: privilegiate quindi cibi al vapore, privi di spezie, non troppo caldi, possibilmente accompagnati da pane o crackers che assorbano l’eccesso di secrezione gastrica. Molto importante anche il riposo frequente, anche solo per poche ore, ed un adeguato apporto idrico; anche se si potrebbe pensare che l’ingestione di acqua possa stimolare gli episodi di vomito, in realtà il rischio di disidratazione è sempre dietro l’angolo e un corretto bilancio di sali minerali aiuta a migliorare la sintomatologia.

Un’altra accortezza da seguire è quella di evitare i luoghi eccessivamente congestionati o scarsamente aerati, quali mezzi pubblici o locali affollati. In questo caso vi è una duplice componente che scatenerà una sensazione di malessere: il caldo eccessivo e l’esplosione di odori.

In una minima percentuale di donne, l’1-2% circa, nausea e vomito però diventano incontrollabili e assolutamente debilitanti. In questi casi si parla di iperemesi gravidica: il rischio di iperemesi è più alto nelle donne obese, nelle gravidanze gemellari e nei casi in cui la donna ha già avuto iperemesi in una gravidanza precedente.

Ma cosa ci fa capire quando è il caso di preoccuparsi?

Oltre alla frequenza degli episodi di vomito, bisognerà cercare segni quali disidratazione o tachicardia e sintomi quali debolezza eccessiva o un forte dimagrimento. In questi casi è necessario rivolgersi al medico il cui compito sarà quello di escludere la presenza di altre patologie che possono causare vomito e per le quali esistono specifiche terapie. Nella maggior parte dei casi di iperemesi, il solo ricovero associato alla somministrazione di liquidi per via endovenosa, risolve gran parte della sintomatologia.

La terapia farmacologica può essere attuata quando necessario, senza timore di causare danni al feto, e consiste prevalentemente nella supplementazione con vitamine del gruppo B (B6 e B1 in particolare) eventualmente associate ad altri farmaci.

La terapia non farmacologica si fonda sull’utilizzo dello zenzero (fresco, in capsule, in polvere o sciroppo) e sull’agopuntura a livello di punti specifici localizzati al polso.


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