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lunedì 11 dicembre 2017

Bonus 2° figlio, esenzione ticket in gravidanza, congedo di maternità: conosci le procedure corrette e i moduli da scaricare

MODULI GRAVIDANZA

1) BONUS 2° FIGLIO

Assegno per ogni secondo figlio e incremento del Fondo nazionale per le politiche sociali
(Legge 24 novembre 2003, n. 326 art. 21)

 
 Art. 21.
 Assegno per ogni secondo figlio e incremento del Fondo nazionale per le politiche sociali
1. Per ogni figlio nato dal 1° dicembre 2003 e fino al 31 dicembre 2004, secondo od ulteriore per ordine di nascita, e, comunque, per ogni figlio adottato nel medesimo periodo, alle donne residenti, cittadine italiane o comunitarie, e' concesso un assegno pari ad euro 1.000.
2. Per le finalità di cui al comma 1, è istituita, nell'ambito dell'INPS, una speciale gestione con una dotazione finanziaria complessiva di 308 milioni di euro.
3. L'assegno è concesso dai comuni. I comuni provvedono ad informare gli interessati invitandoli a certificare il possesso dei requisiti all'atto dell'iscrizione all'anagrafe dei nuovi nati.
4. L'assegno, ferma restando la titolarità in capo ai comuni, è erogato dall'I.N.P.S. sulla base dei dati forniti dai comuni medesimi, secondo modalità da definire nell'ambito dei decreti di cui al comma 5.
5. Con uno o più decreti di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono emanate le necessarie disposizioni per l'attuazione del presente articolo.
6. Per il finanziamento delle politiche in favore delle famiglie il Fondo nazionale per le politiche sociali di cui all'articolo 59, comma 44, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, e' incrementato di 232 milioni di euro per l'anno 2004.
6-bis. A fini di controllo, il diritto alla deduzione per i figli a carico di cittadini extra-comunitari e' in ogni caso certificato nei riguardi del sostituto di imposta dallo stato di famiglia rilasciato dal comune, se nella relativa anagrafe i figli di tali cittadini sono effettivamente iscritti, ovvero da equivalente documentazione validamente formata nel Paese d'origine, ai sensi della legge ivi vigente, tradotta in italiano ed asseverata come conforme all'originale dal consolato italiano nel Paese di origine.
6-ter. Gli imprenditori artigiani iscritti nei relativi albi provinciali possono avvalersi, in deroga alla normativa previdenziale vigente, di collaborazioni occasionali di parenti entro il terzo grado, aventi anche il titolo di studente, per un periodo complessivo nel corso dell'anno non superiore a novanta giorni. Le collaborazioni suddette devono avere carattere di aiuto, a titolo di obbligazione morale e perciò senza corresponsione di compensi ed essere prestate nel caso di temporanea impossibilità dell'imprenditore artigiano all'espletamento della propria attività lavorativa. è fatto, comunque, obbligo dell'iscrizione all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
7. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di 287 milioni di euro per l'anno 2003 e di 253 milioni di euro per l'anno 2004. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2003, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
 
 
 
 
2) ESAMI ESENTI TICKET IN GRAVIDANZA

(G.U. 20/10/1998)
Prestazioni in esenzione entro la 13.ma settimana, e comunque al primo controllo quando indicato dal medico:

- EMOCROMO
- GRUPPO SANGUIGNO
- GOT
- GPT
- ANTICORPI VIRUS ROSOLIA (in caso di IgG negative si può ripetere entro la 17.ma settimana)
- ANTICORPI TOXOPLASMA (in caso di IgG negative ripetere ogni 30/40 giorni fino al parto)
- T.P.H.A - VDRL -RPR (qualora non eseguito in funzione preconcezionale estendere al partner)
- HIV
- GLICEMIA
- URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO
- TEST DI COOMBS INDIRETTO (in caso di donne Rh negativo il test deve essere ripetuto ogni mese; in caso di incompatibilità AB0 il test deve essere ripetuto alla 34.ma - 36.ma settimana)

Prestazioni in esenzione tra la 14.ma e la 18.ma settimana

- URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO
- URINOCOLTURA
- ANTIBIOGRAMMA

Prestazioni in esenzione tra la 19.ma e la 23.ma settimana

- URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO 
- URINOCOLTURA
- ANTIBIOGRAMMA

Prestazioni in esenzione tra la 24.ma e la 27.ma settimana

- GLICEMIA 
- URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO 
- URINOCOLTURA
- ANTIBIOGRAMMA

Prestazioni in esenzione tra 28.ma e la 32.ma settimana

- EMOCROMO 
- FERRITINA
- URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO 
- URINOCOLTURA
- ANTIBIOGRAMMA

Prestazioni in esenzione tra 33.ma e la 37.ma settimana

- ANTIGENE HbsAg
- ANTICORPI HCV
- EMOCROMO 
- URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO 
- URINOCOLTURA
- ANTIBIOGRAMMA
- HIV
Prestazioni in esenzione tra la 38.ma e la 40.ma settimana
- URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO 
- URINOCOLTURA
- ANTIBIOGRAMMA
 
 
 
3) DOMANDA INPS CONGEDO DI MATERNITA'

 

scarica il modulo
(download)
 

Lavoratrice Dipendente
- Ha diritto a una indennità per astensione obbligatoria dal lavoro, sostitutiva della retribuzione, per i 2 mesi precedenti la data presunta del parto e per i 3 mesi successivi la data effettiva del parto;
- ha l'opportunità di anticipare i periodi di astensione obbligatoria ante partum e posticipare i periodi di astensione obbligatoria post partum fino alla fine del 7° mese dopo il parto con provvedimento dell'Ispettorato del lavoro;
- ha diritto a sommare, in caso di parto prematuro, al periodo post partum l'ante partum non goduto fino a un massimo di cinque mesi (purché non abbia ripreso l'attività lavorativa e abbia presentato domanda all'INPS entro 30 giorni dal parto). Tale periodo di cinque mesi è riconosciuto anche se il parto prematuro è avvenuto prima dei due mesi della data presunta del parto;
- ha l'opportunità, condizionata dallo stato di salute e dall'ambiente di lavoro (stato di salute e quello dell'ambiente di lavoro deve essere attestato da certificazione medica del S.S.N. e del medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro), di fruire dell'astensione obbligatoria 1 mese prima la data presunta del parto fino a 4 mesi dopo la data effettiva del parto;
- ha diritto all'indennità, nel caso di adozione o affidamento, per i 3 mesi successivi la data di ingresso del bambino nella famiglia purché il bambino stesso non abbia superato i sei anni di età.
La lavoratrice ha diritto all'indennità obbligatoria post partum anche nei casi in cui:
· il bambino sia nato morto;
· il bambino sia deceduto successivamente al parto;
· ci sia stata una interruzione di gravidanza dopo il 180° giorno di gestazione.
In caso di morte o di grave malattia della madre, di abbandono del figlio da parte della stessa o di affidamento esclusivo al padre, l'indennità per astensione dal lavoro (con indennità all'80%) spetta al padre lavoratore dietro presentazione, al datore di lavoro e all'INPS, della certificazione comprovante tali situazioni.
Se l'abbandono avviene durante i tre mesi successivi al parto:
· alla madre non spetta più l'indennità dal momento dell'abbandono;
· al padre spetta l'indennità per il restante periodo fino al giorno del compimento del terzo mese di età del bambino.
L'indennità è pari all'80% dell'ultima retribuzione percepita per i giorni di astensione obbligatoria dal lavoro e viene pagata, generalmente, dal datore di lavoro per conto dell'INPS Per le COLF la retribuzione da prendere a base per il calcolo dell'indennità è quella convenzionale.
Viene pagata, invece, direttamente dall'INPS:
· alla disoccupata o sospesa dal lavoro che non fruisce del trattamento di integrazione salariale;
· alla lavoratrice agricola dipendente.
 
Lavoratrice autonoma
(coltivatrice diretta, colona mezzadra, artigiana e commerciante) iscritta nei rispettivi elenchi prima del periodo indennizzabile, in regola con il versamento dei contributi.
La lavoratrice ha diritto:
· ad un periodo indennizzabile di 2 mesi prima e 3 mesi dopo la data del parto (non è richiesta l'astensione obbligatoria dal lavoro);
· nel caso di adozione o affidamento, all'indennità per i 3 mesi successivi la data di ingresso del bambino nella famiglia purché, il bambino stesso, non abbia superato i sei anni di età;
· ad un periodo indennizzabile di 30 giorni nel caso di aborto spontaneo o terapeutico verificatosi non prima del terzo mese di gestazione.
L'indennità è pari all'80% delle retribuzioni convenzionali, stabilite anno per anno per legge. L'indennità viene pagata direttamente dall'INPS. Non spetta al padre lavoratore autonomo anche se affidatario o adottivo.
 
Lavoratrice parasubordinata
(che versa il contributo pari al 14%)
Ha diritto:
· ad un assegno di parto a condizione che risultino accreditate almeno tre mensilità nei 12 mesi precedenti i due mesi anteriori alla data del parto;
· ad un assegno di aborto (purché questo sia avvenuto non prima del terzo mese di gravidanza) a condizione che risultino accreditate almeno tre mensilità nei 12 mesi precedenti la data dell'aborto stesso.
La misura dell'assegno varia in riferimento all'anzianità contributiva nei 12 mesi precedenti i due mesi anteriori alla data del parto.
 
Donne non occupate
L'assegno di maternità diverso dall'indennità di maternità, deve essere richiesto al Comune e viene pagato dall'INPS.
 
Assegno di maternità dello stato
Alle mamme lavoratrici precarie residenti in Italia, italiane, comunitarie o extracomunitarie in possesso della carta di soggiorno, con almeno 3 mesi di versamento contributivo nel periodo compreso tra i 18 e i 9 mesi precedenti il parto, o l'effettivo ingresso del bambino in famiglia in caso di adozione, spetta un assegno pari a Euro 1,589,75 (L. 3.078.000) per ogni figlio nato, ovvero adottato o dato in affidamento preadottivo. Nel caso in cui la lavoratrice precaria goda di una prestazione di maternità, concessa dall’Inps o da altri enti, inferiore a Euro 1,589,75 (L. 3.078.000) spetta un assegno corrispondente alla differenza tra la stessa e l'importo di Euro 1,589,75 (L. 3.078.000) suddetto. Tale assegno non deve essere confuso con l’assegno sociale erogato dai comuni che è, invece, erogato senza copertura assicurativa. L’assegno è incompatibile con ogni altro trattamento di maternità di importo pari o superiore a Euro 1,589,75 (L. 3.078.000).
N.B.: La carta di soggiorno non deve essere confusa con il permesso di soggiorno; essa, infatti, viene rilasciata dal questore allo straniero regolarmente soggiornante nel territorio italiano da almeno 6 anni e titolare del permesso di soggiorno.


Tratto da www.inps.it


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